La stele di Huy

Fonte immagine: Museo egizio di Torino, CC

Testo geroglifico, translitterazione e traduzione

Iah-Thot, dio grande, il pacificatore; [questo] è da parte del servo di Iah Huy


che dice: «Io sono l'uomo che ha detto di seminare la morte fra i malfattori, a Iah, presso l'architrave (???);


ed egli  ha fatto in modo che vedessi quanto è grande la sua potenza di fronte alla terra al completo; 


la tua potenza è ciò che io racconterò ai pesci nel fiume ed agli uccelli nel cielo.


Loro diranno questo ai figli dei loro figli:


"Fate attenzione a Iah, coloro che sono in pace sanno che si volterà e ritornerà"».


Commento

Come tutte le stele di Deir el-Medina la traduzione è ostica per la presenza di segni spesso difficili da interpretare e contaminazioni del neo egiziano. Ho mantenuto una traduzione abbastanza letterale, a scapito della fluidità del testo.

Note di Grammatica

Per gli amati della materia, un piccolo commento sui passaggi più ostici, faccio riferimento alle righe della stele (trovate il numero sopra la linea verticale). La narrazione inizia col rigo sopra l'immagine.

Rigo 1: Iaḥ  è il dio della luna, qui (forse) assimilato a Thot, il termine è, a volte, tradotto semplicemente come "la luna". Il termine ḥtpy (nisbe di ḥtp) è da interpretare "uno che è in pace", nei dizionari (es. Bonnamy p.446) si trova "i non combattenti, i pacifici" ecc. 

Rigo 2: abbastanza lineare, andrei oltre.

Rigo 3: waḥ m "seminare la morte tra (uccidere)" (Bonnamy p.137); 'd3 "colpevole, malfattore, autore di ingiustizia" (Bonnamy p.132), ma attenzione, l'assenza di determinativo non ci assicura che il termine sia esatto. Non sappiamo in che termini il titolare lo abbia fatto, nemmeso se sia un evento reale o una iperbole o maledizione.

Rigo 4: 'dy.t solo sul Vygus (p. 2251) ho trovato questo termine con traduzione "parte di edificio (architrave?)" e questo ho messo. Se, però, assumiamo che il termine sia scritto male (peraltro col determinativo del "ramo" che richiama alla navetta del telaio) potremmo arrivare al termine molto più interessante 'd "bordo dei campi o del deserto" (Bonnamy p.131); altro termine interessante 'd.t "offesa" che potrebbe essere il peccato commesso dai "malfattori".

Il termine '3.wy concorda, probabilmente, col duale (falso) di pḥty, siccome precede il verbo l'ho interpretato come "aggettivo predicativo".

Rigo 5: sdd (causale di dd "fare dire" dunque "raccontare") è coniugato (secondo me) al participio futuro. 

Rigo 6: il termine rm.w ḥr itrw è molto difettivo, l'ho dedotto grazie al seguente "uccelli nel cielo" (il glifo del pesce è ripreso dallo ieratico).

Rigo 7: il segno plurale dopo iw sono (forse) un =sn scritto male/abbreviato/dimenticanza dello scriba.

Rigo 8: il più difficile (a parimerito col 3); per s3w ho scelto un termine neutro una via di mezzo fra "guardatevi da" e "prendetevi cura di", per ḥtpy vale il discorso detto prima ma il significato è comunque un po' oscuro; resta il fatto che rḫ secondo me è coniugato al compiuto e funge da operatore per 'n (Bonnamy p.112) "ritornare indietro, voltarsi (per affrontare qualcuno)" da 'nn verbo, geminato, coniugato a questo punto al prospettivo recente, e nw, secondo me con l'insolito significato di ritornare (Bonnamy p. 320), a causa del danno non sapremo mai se il termine include il determinativo D54.

Interpretazione

Do la mia interpretazione personale, come sempre, opinabile.

Secondo me Il titolare ha lanciato una maledizione contro dei "malfattori" (ladri? assassini? predoni? tombaroli? chissà...) chiedendo a Iah di punirli (seminare la morte); vedendo la sua maledizione avverata (magari solo l'arresto dei ladri o simile), ha interpretato questa come una dimostrazione dell'effettiva potenza del dio della Luna. I posteri dovranno sapere che la luna, anche se non più presente nel cielo, tornerà a punirli; mi piaceva il concetto di "voltarsi" che potrebbe significare il cambio di direzione della falce lunare durante le sue fasi (ma anche semplicemente "ritornare" altra traduzione possibile del verbo 'nn).