La stele di Huy (con la buona oca)

Fonte immagine: Museo egizio di Torino, CC

Testo geroglifico, translitterazione e traduzione

Lunetta

La buona oca, Amon-Ra.


Amon-Ra, la buona oca.

Corpo della stele

Rendere lodi ad Amon-Ra, bello di volto, [colui che è] all'interno dell'Enneade,


[colui che è] grande di potenza in mezzo agli dei.


Che egli faccia in modo che il mio nome sia durevole nel luogo della verità e che la mia bocca sia piena delle numerose offerte di cibo che egli dona.  


Per il Ka del servo nel luogo della verità Huy giustificato presso il dio grande.


Commento

Mi sono già dilungato sulle difficoltà nell'interpretazione dei simboli nelle stele di Deir el-Medina. In questo caso lo scriba incisore realizza la prima n (quella dopo il verbo rdi ia.w) nel modo "classico" a simboleggiare le increspature dell'acqua; poi, evidentemente, cambia idea e realizza tutti i segni orizzontali come una linea, l'interpretazione dei singoli segni, allora, deve essere fatta sulla base del contesto; non mi stupirei (vista l'ambiguità di alcuni passaggi) se qualcuno non fosse d'accordo con la mia versione. 

La stele, peraltro, non presenta passaggi di grammatica particolarmente ostici.

Il protagonista della stele porta l titolo di sdm-'š; tradotto come "servo", il termine è un composto di sd"ascoltare" e 'š "essere convocato", il che, secondo me, ha senso: se l' imy-r3 "colui che è nella voce" ovvero il direttore, uno "che ascolta" e "viene convocato" è un suo sottoposto (ma attenzione non è sempre così: il sdmy è uno che ti ascolta e poi decide le tue sorti, è il giudice). Il titolo di sdm-'š è piuttosto diffuso fra gli operai del villaggio di Deir el-Medina che realizzavano le tombe reali. Uno in particolare ha lasciato una bellissima tomba con iscrizioni, si chiamava Pashedu, se ne parla approfonditamente su "La cività Egizia" in questa pagina.