Fai rivivere i loro nomi!
Stele Egizie
Mi piace tradurre le stele perché posso esaudire il desiderio di chi le ha scritte di pronunciare i loro nomi per sempre e farli vivere in eterno; è bello conoscere le azioni di comuni cittadini, il loro modo di pensare e cosa ritenevano importante della loro vita da essere ricordato per sempre.
Qui ho inserito la traduzione di alcune stele che mi sono particolarmente piaciute. I più interessati possono scaricare il file .pdf presente nelle singole pagine (se presente).
Stele del guardiano della porta Maati.
Primo Periodo intermedio/Medio regno, inizio XI dinastia.
Metropolitan Museum of Art Inv. n. 14.2.7
La stele è conosciuta poiché cita un tale "Antef il grande, figlio di Iku", Nomarca di Tebe ed antenato dei primi re della XI dinastia (probabilmente padre di Mentuhotep I).
Interessante il determinativo della parola ssn "fare respirare" sostituito (verosimilmente per la complessità del simbolo) con un glifo ieratico.
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Stele di Samontuoser.
Medio regno, XI dinastia.
Firenze, Museo Archeologico Inv. n. 6365
Il funzionario Samontuoser elenca i suoi titoli e le sue opere fatte in vita. Mi piace per l'inizio "Si ricordino di Samontuoser" ed il finale malinconico ma romantico. Stele ricca di termini insoliti.
Tranquillo Samontuoser: dopo migliaia di anni ancora ci ricordiamo di te!
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Stele di Uha e sua moglie Henutsen.
Primo Periodo Intermedio, VII-X dinastia.
Oriental Institute Museum, Chicago, Illinois
Questa stele è interessante per più motivi:
- presenta un'attestazione di una "circoncisione di massa"; dal testo si potrebbe dedurre che la pratica era assolutamente volontaria.
- le righe di geroglifici dipinti in colori alternati.
- il titolare si autodefinisce come un "self made man".
- il pittogramma alla fine che rappresenta buoi e contadini che arano.
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Stele di Penniut, oasi di Kurkur
XVIII dinastia, regno di Tutankhamon
Stele ritrovata nei pressi dell'oasi di Kurkur, zona cruciale per mantenere il confine con la Nubia e sede di numerose fortificazioni. In questa stele il responsabile della fortezza rimprovera duramente un soldato dell'esercito egiziano di origine nubiana (Medjoi), il quale si scusa col suo superiore.
Stele di Seti I, oasi di Kurkur
XIX dinastia, regno di Seti I
In questa stele il re Seti I elogia le sue vittorie al confine con la Nubia.
Stele di Neferhotep
Fine Medio Regno (XII dinastia)
Leiden, Rijksmuseum van Oudheden AP 34
Questa stele è dedicata all'arpista Neferhotep; è molto probabile che il protagonista fosse cieco e senza parenti diretti. Il testo è romantico e presenta (cosa rara) anche il nome dell'incisore.
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Stele di Megegi
Primo Periodo intermedio, XI dinastia.
Metropolitan Museum of Art Inv. n. 14.2.6
La mia stele preferita.
Il testo contiene una riflessione sul tempo e sull'importanza di vivere i propri giorni.
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Stele di Pay
Nuovo Regno, XIX dinastia.
Museo Egizio di Torino Inv. n. Suppl. 6144 (50048)
Una preghiera a Ra-Horakty all'alba. Gustatevi i bellissimi disegni sulla stele.
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Falsa porta di Hornakht
Medio Regno, XII dinastia
Museo egizio di Torino, n. inv: Cat. 1612
La falsa porta è un elemento architettonico che permetteva al Ka del defunto (attraversandola) di andare e venire dall'aldilà. I geroglifici sono disposti in modo molto decorativo ed hanno un preciso senso di lettura deducibile dall'orientamento dei simboli.
Nel testo il racconto di una missione affidata al defunto e varie formule di offerta.
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Nuovo Regno, XIX dinastia
Museo egizio di Torino, n. inv: Cat. 1549
In questa stele il caposquadra Baki prega Amon-Ra nella forma "il buon ariete".
Stele di Ameni e Inet-Hapy
Nuovo Regno, XVIII dinastia
Metropolitan Museum of Art Inv. n. 12.182.2
In questa stele i titolari pregano gli dei per "la fine della notte", ovvio riferimento alla resurrezione.
Stele di Inherkhau
Nuovo Regno, XX dinastia
Brooklyn Museum Inv. n. 80.113
Una preghiera a Ra-Horakty al tramonto.
Testo tosto.
Stele di Horemhat
Secondo Periodo Intermedio, XVII dinastia
Museo egizio di Torino, n. inv: Cat. 1611
La stele di un mio "omonimo", un testo facile realizzato con glifi bellissimi. Complimenti allo scriba-incisore.
Stele di Huy
(con Iah la luna)
Nuovo Regno, XIX dinastia
Museo egizio di Torino, n. inv: Cat. 1608
Una preghiera a Iah, la luna, da Huy che si definisce proprio "servo di Iah". Un testo un po' strano che lascia le porte aperte a varie interpretazioni.
Stele di Huy
(con Amon la buona oca)
Nuovo Regno, XIX dinastia
Museo egizio di Torino, n. inv: Cat. 1607
Una stele breve; un'invocazione ad Amon-Ra nella forma "la buona oca".
Il nome Huy è piuttosto comune, non ci sono prove che sia il medesimo titolare della stele precedente.
Stele di Amenemhat (figlio di Kemsi ed Antef) e Kema
Medio Regno, XII dinastia
Kestner Museum, Annover, n.2927
In questa stele (datata 12° anno di Amenemhat II) il titolare elenca i suoi meriti in vita, in particolare la generosità verso i bisognosi ed un enigmatico impegno contro la morte durante il suo governo. Segue un appello ai viventi.
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Stele di Djehutynefer detto Seshu
Nuovo Regno XVIII dinastia
Museo egizio di Torino, n. inv: Cat. 1638
In questa stele funeraria il titolare elenca le offerte in modo ordinato su una tabella, almeno le divinità non si confondono.
Stele falsa porta di Neferiu
Primo Periodo intermedio, VII-XI dinastia.
Metropolitan Museum of Art Inv. n. 12.183.8
Una falsa porta decorata con le imprese ed i titoli di Neferiu, oltre alle classiche offerte con elementi diversi. Testo nel complesso non facilissimo con termini dubbi e, purtroppo, alcune parti mancanti.
Stele di Neferrenpet
Nuovo Regno XIX-XX dinastia
Museo egizio di Torino, n. inv: Cat. 1592
Questa stele è dedicata (come quella di Huy) al dio Iah-Thot; il testo è una preghiera a lui dedicata.
Stele di Saaset
Nuovo Regno XVIII dinastia
Museo egizio di Torino, n. inv: Cat. 1416
In questa stele il titolare omaggia la triade di Abido ovvero Osiride, Iside ed Horus. Una stele en scolpita con un testo difficilotto, pieno piccoli errori, termini e varianti grafiche interessanti, ma soprattutto, molto divertente da tradurre.
«Per favore: non chiamatele "tavolette egizie"! Muoio un po' ogni volta che lo leggo!»