La maschera funeraria di Tutankhamon
Fonte immagini: Wikipedia CC BY 4.0
Introduzione
La maschera funeraria di Tutankhamon non ha bisogno di presentazioni; splendido e famosissimo manufatto, è il simbolo dell'antico Egitto, dell'egittologia e, forse, dell'archeologia stessa.
Il testo si trova sul retro della maschera ed in parte sulle spalle, (le linee 1 e 12); si vede nelle foto di profilo.
Esistono varie trascrizioni e traduzioni del testo (per lo più in inglese) che si trovano facilmente in rete; mi chiedo se servisse una mia versione. Risposta: «NO!»
Leggendo, però, le varie traduzioni mi sono trovato nell'imbarazzantissima posizione di essere in disaccordo con molte delle versioni proposte nel web; ecco che allora ho deciso di pubblicare la mia come spunto di riflessione. Non ho la pretesa di avere ragione, vorrei solo che chi legge si facesse domande sulle molteplici interpretazioni possibili.
Ho inserito alcune note per alcuni passaggi "discordanti", più peculiari o con grammatica non scontata, la grammatica completa è nel file pdf.
Testo geroglifico, translitterazione e traduzione
Salute a te, perfetto volto di luce,
nfr(=w): compiuto di verbo di qualità; Lett: "Volto di raggi di luce diventato perfetto".
completato da Ptah-Sokar, innalzato da Anubi,
qn(w)⁓n e sq3(w)⁓n: participi perfettivi passivi con agente. Il dio Sokar è scritto con una t ridondante.
a cui Thot ha donato le lodi.
Lett: "Le lodi sono state date da Thot a lui" o "Thot ha dato a lui le lodi". Si noti il dativo pronominale n=f che fa "il salmone" e si posizione tra verbo ed agente (Cfr. Grandet-Mathieu p.340).
Volto perfetto che sei tra gli dei, il tuo occhio destro è la Mesektet
Mesektet: Barca solare notturna del dio Ra.
Tutte le frasi seguenti sono PPA senza LV con m "di stato".
ed il tuo occhio sinistro è la Mandjet;
Mandjet: Barca solare diurna del dio Ra.
Le iniziali delle due barche sacre di Ra sono omesse per aplografia con la preposizione m (Cfr. Grandet-Mathieu p.70).
le tue sopracciglia sono l'Enneade,
la tua fronte è Anubi e la tua nuca è Horus,
la tua treccia è Ptah-Sokar;
[tu sei] davanti ad Osiride, che lui possa vedere grazie a te! Conducilo ai bei cammini [dell'occidente];
m3=f e sšm=k: prospettivi recenti con valore rispettivamente ottativo e iussivo;
m3=f im=k dato che che il faraone si trova davanti (m-ḥ3t) a lui, Osiride vede per intercessione col Faraone. m33 m "osservare, guardare con" (Bonnamy p.254).
w3.wt nfr.w.(t): abbreviazione di w3.wt nfr.w.t n(y).t imnt.t "i bei cammini dell'occidente (le strade dell'aldilà)" (Bonnamy p.135).
colpisci per lui l'orda di Seth e lui abbatterà i tuoi nemici
presso l'Enneade, nella grande sala della giustizia che è in Eliopoli,
ḥw.t-sr: "sala della giustizia" (Bonnamy p.411).
ove egli ha conquistato la corona, presso Horus signore dei nobili!
im(=s): nome di partecipante indiretto con suffisso sottinteso (Grandet-Mathieu p.472), letteralmente "egli ha conquistato la corona in essa"; essedo rifertito a ḥw.t-sr ho optato per il pronome femminile =s.
L'Osiride, il re Nebkheperura giustificato dotato di vita come Ra.
Commento generalista
Ho scoperto (ed interpretato) che il testo è un'ode alla maschera stessa, definita "volto perfetto" nfr(w)-ḥr; le singole parti che la compongono sono poi sono equiparate a varie divinità, il faraone è un dio e le sue parti del corpo sono gli dei. C'è poi una breve allusione al percorso da compiere nell'aldilà per sconfiggere i nemici rituali del faraone defunto e riconquistare il potere, il finale è, infatti, un equiparazione del Re con Osiride i quali sconfiggono i nemici dell’altro; il Re defunto alla fine prenderà il posto che gli spetta nel palazzo.
Commento per scribi del terzo millennio
La trascrizione del testo è personale.
Le note dei termini peculiari sono nel testo; alcuni termini differiscono dalle traduzioni più "blasonate" e richiedono spiegazioni più articolate:
Secondo Grandet e Mathieu gli aggettivi derivano dal compiuto dei verbi di qualità, es nfr [3-Lit] "diventare bello/perfetto" al compiuto diventa nfr(=w) "diventato bello"(compiuto) = "bello" (agg); questo spiega perché l'"aggettivo" talvolta precede il soggetto (volto). Secondo Gardiner l'aggettivo che precede il soggetto è un "aggettivo predicativo" da tradurre "come è bello il tuo volto di luce"; non posso fare a meno di notare la minima differenza nelle due traduzioni.
Il termine qn spesso tradotto "legato" secondo me è da intendere "completato": Ptah, dio degli artigiani, ha modellato la maschera e l’ha completata (o anche "montata, assemblata"); allo stesso modo Anubi la innalza, probabilmente allude alla posizione verticale del sarcofago durante l’apertura della bocca.
Le frasi iniziali sono composte secondo una PPA senza LV con m "di stato", che si può interpretare come una equiparazione dei due termini es: "la tua fronte è Anubi"; esiste anche un'altra interpretazione: in egiziano esiste la costruzione tp=f m tp inpw "la tua testa è la testa di Anubi"; il secondo predicato, però, viene spesso omesso perché sentito come ridondante: tp=f m (tp) inpw: "la tua testa è [quella di] Anubi". Quindi non è possibile escludere questa interpretazione per le frasi che hanno come soggetto gli dei (comunque le due interpretazioni sono, concettualmente, molto simili tra loro); meno probabile per le navi :"il tuo occhi destro è quello della Mesektet (?)" (le navi non hanno occhi). Aggiungo infine, per confronto, la seguente frase presa dai testi dei sarcofagi:
I tuoi occhi sono la Mesektet e la Mandjyt (con Mandjyt variante di Mandjet).
Il termine sts.w viene spesso tradotto "esaltazione", secondo me è più lineare che Thot, dio della scrittura, abbia composto lodi, preghiere o inni sacri, da qui la mia traduzione.
Non ho trovato un termine migliore di ḥns(kt), "treccia" (Faulkner p.173; Bonnamy p.427), pur con una abbondante omissione (per errore del realizzatore?).
Il termine im(s) Viene talvolta translitterato iw(=k), ipotizzando un errore dello scriba (scambio G43-G17), la frase diventerebbe "tu sei presso Horus..."; a me però quest'ultima versione non convince.
Il termine rp' è interpretabile come "l'élite degli uomini", da preferire (secondo me) al più generalista "umanità".
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