Il vaso di Sithathoriunet
Fonte immagine: MET (dominio pubblico)
Testo geroglifico, translitterazione e traduzione
«Principessa Sithathoriunet, prendi queste tue fresche acque,
mi: imperativo con grafia speciale (Grandet-Mathieu p.269), rafforzato da in=t che non si traduce.
ipn: dimostrativo arcaico.
che sono in questa terra che genera ogni cosa vivente e tutte le cose
[poiché] questo è ciò che dona questa terra, questo è ciò che genera ogni cosa vivente da cui ogni cosa proviene;
is e ḥm in questo caso sono indicatori di protasi e non si traducono (Cfr. Grandet-Mathieu p.419).
Essa [la terra] ti rende viva, esse [le acque] ti ristorano; in esse possa tu vivere ed essere ristorata da quest'aria che è in essa.
'nḫ=t(i) e sdb=t(i): prospettivo del compiuto con valore ottativo.
Essa ti [ri]genererà e tu emergerai viva in ogni cosa che desidererai, nella quale sarà per te cosa buona».
mrty=ty: participio prospettivo (forma sdmty=fy).
nfr=t(i) n=t im(=s): Lett: "Possa ciò diventare buono per te in essa", con im(=s) nome di partecipante indiretto con suffisso sottinteso (Cfr. Grandet-Mathieu p.472).
Commento
La vera difficoltà di questo testo è capire i termini che finiscono con t, visto che lo stesso simbolo intende regole grammaticali diverse. Nella traduzione compaiono diverse ripetizioni (cose, esse...) che vanno un po' aggiustate.
Ho mantenuto il nome classico della principessa, anche se io preferirei una versione più vicina alla translitterazione Sat-Hathor-Iunet (Figlia di Hator di Dendera)
Ho indicato nelle note le regole grammaticali meno scontate.