La stele di Qemnen detto Upuautnakht
e della sua famiglia
Fonte immagine: Museo egizio di Torino, CC
Introduzione
La stele è divisa in quattro parti:
- La parte superiore che comprende la lunetta, contenete il testo con la classica formula di offerta e la formula di Abido (Cfr. Collier-Manley pp.114-5),
- Un rettangolo (nella parte superiore, a destra del testo) con alcune figure dei familiari,
- Una parte media con le raffigurazioni del defunto e di altri suoi familiari,
- La parte inferiore col defunto, sua moglie, ed una tavola imbandita di offerte, con un piccola immagine di un personaggio che, a causa dei un danno, non possiamo identificare.
La stele è densa di simboli, ho spezzettato il discorso per renderlo comprensibile.
Testo geroglifico, translitterazione e traduzione
Parte superiore
Voglia il re fare in modo che si plachi Osiride signore di Busiris, Khentimentyu signore di Abido,
e voglia fare in modo (che si plachi) Anubi, colui che è sulla sua montagna, colui che è nella bendatura, signore della terra sacra, [affinchè diano] un'offerta invocatoria di 1000 pani e birra, 1000 capi di bestiame ed uccelli, 1000 vasi di alabastro e vestiti e 1000 di ogni cosa
buona e pura, pane di Heseb, birra, birra Khamet e birra forte, tori macellati, incenso sulla fiamma,
pane votivo, offerte (Hotep), provviste, il cibo scelto bianco di Heset*,
* Una dea vacca, il suo "cibo scelto bianco" è verosimilmente latte.
ciò che è uscito dal suolo, ciò che è sul grande altare; l'offerta Kha-Khet nel tempio sistemata sull'altare*;
* Lo scriba qui ha probabilmente confuso il termine ḫ3y.t (altare) con h3y.t (mucchio di cadaveri); il determinativo, però, ci mette sulla giusta strada.
e [sul]la tavola di offerta al cospetto di Khentimentyu in ogni festa di Osiride e ciò che desiderano mangiare gli spiriti in essa.
Per il beato presso il dio grande signore del cielo, il nobile ben affermato sulla terra amata [l'Egitto], equipaggiato di ciò che gli serve per la necropoli;
il beato sacerdote Qemnen, il cui bel nome è Upuautnakht, giustificato.
Che egli attraversi il firmamento ed oltrepassi il cielo, che si ricongiunga alla terra amata all'orizzonte occidentale.
Che egli ascenda al dio grande, che vada e venga con tutti i suoi seguaci, in pace ad Abido.
Sia dato a lui aiuto nella Neshemet*. A lui sia detto "benvenuto in pace" dai grandi di Abido.
La Neshemet è la barca sacra di Osiride. Per d=tw n=f '.wy cfr. Collier-Manley p.114; si noti l'analogia col nostro "dare una mano".
Il beato sacerdote Qemnen, il cui bel nome è Upuautnakht, giustificato.
La famiglia
Il rettangolo a destra
In questa area ci sono le immagini della madre di Qemnen e di due altre donne. La dizione "figlia di lei" fa pensare che siano le figlie della madre, dunque, le sorelle di Qemnen.
Sua madre la beata Iuya.
La sua amata figlia Iden
La sua amata figlia Hapu
La parte media
Rinchiuso in un rettangolo al centro della scena il nome del titolare. Sopra le figure grandi il nome della moglie:
Il beato Qemnen
La sua amata moglie, la beata Henit
A destra i quattro figli di Qemnen:
Il suo amato figlio Nakhty
Il suo amato figlio Nakht
Il suo amato figlio Ibi
Il suo amato figlio Bebikay
La parte in basso
Infine nuovamente i defunti, forse Qemneni viene qui identificato col soprannome (Upuaut)nakht. In fondo una figura non identificabile a causa del danno
Il beato Nakht giustificato e la sua amata moglie, la beata Henit.
Il nome non identificabile.