I pannelli di Hesyra
[in costruzione]
Premessa
Hesyra era un funzionario vissuto durante il regno di Djoser (III dinastia); la particolarità di questo personaggio è che (molto probabilmente) è il primo (attestato) a portare il titolo di "medico"; è ricordato nella sua mastaba, dove sono stati ritrovati tre pannelli in legno di cedro con iscrizioni di titoli ed offerte. Hesyra era un "medico dei denti del re", dunque un dentista ed i suoi pannelli sarebbero la prima attestazione di tale professione. Inutile descrivere la mia curiosità verso questo antico collega e la mia voglia di decifrare il testo dei pannelli. Purtroppo le iscrizioni sono molto difficili e sono rimaste, per me, indecifrabili per anni. Solo facendo ricerche e leggendo un po' di materiale sono venuto (parzialmente) a capo del mistero ed adesso provo a interpretare le iscrizioni, paragonandole con alcune simili. Purtroppo alcune iscrizioni sono rovinate, altre si riferiscono a termini non più in uso dall'Antico Regno e dunque le certezze al riguardo scarseggiano.
Per facilitare la lettura ho nominato i pannelli in figura A, B e C.
Per interpretare i termini li ho paragonato i pannelli con altre opere dell'antico regno, tutte riferibili a figli del re Cheope, come la stele di Upemnofret (Wepemnofret), la stele di Nefertiabet e la famosa statua di Rahotep; oltre ad altre stele della IV dinastia[4].
Pannello A
I termini sui pannelli sono scritti in modo talvolta "disordinato" ed in maniera molto difettiva.
In alto i titoli di Hesyra, in basso le offerte (scritte in senso diverso). Ho rappresentato i termini in colori diversi per far capire come sono raggruppati i simboli. In viola il nome di Hesyra, scritto diviso in due parti distanti tra loro.
Trascrizione ed interpretazione
Hesyra. Nel primo pannello il nome del titolare è scritto, forse per mancanza di spazio, spezzato. Da notare l'anteposizione onorifica del nome del dio Ra, il quale (come da prassi nell'Antico Regno) viene scritto senza il determinativo del sole, quest'ultimo ad appannaggio dei soli nomi regali.
Per esteso
Grande medico dei denti. In un certo senso Hesyra era il "primario dei dentisti" (o "Archiatra" visto che era medico del re); sarebbe questa dunque la prima attestazione del mestiere di medico [2]. Il titolo è scritto in modo oltremodo sintetico; il termine swnw "medico" potrebbe essere stato abbreviato al solo simbolo fonetico della freccia swn.
Tale termine, tuttavia, crea ambiguità e da taluni veniva (e viene) interpretato come "capo delle lance e delle punte di freccia" o anche "capo degli intagliatori di punte di freccia e dell'avorio" translitterandolo wr ibḥ swn [1].
Inutile dire che a me piace pensare che Hesyra fosse un antico medico anziché un uomo legato alla produzione di armi.
Capo(mastro) degli scribi reali. Questo titolo è stato interpretato come Maestro degli scribi del re. Un'interpretazione più ampia lo traduce come maestro, "carpentiere" e scriba del re, collegandolo (probabilmente) alla funzione di architetto di palazzo [2]. Si conoscono diversi dignitari che portavano questo titolo nelle mastabe di Saqqara contemporanee a Hesyra [2].
Ho scelto il termine "Capomastro" in quanto il significato di questo titolo è oscuro quasi come la sua interpretazione. Il segno T7 sottintende ad un lavoro artigianale; possiamo, però, escludere che un alto funzionario si occupasse di lavori manuali, è più verosimile che il termine fosse mutuato dalle professioni artigianali ed avesse valore cerimoniale; rappresentando la titolatura di un alto ufficiale, è più che verosimile che il termine mdḥ lo ponesse al di sopra degli altri scribi di palazzo. Un bellissimo esempio di tale titolo è rappresentato nella stele di Upemnofret.
Il verbo mdḥ significa "tagliare (il legno), costruite una nave", interpretabile dunque come "artigiano" (Craftsman)[5] ma tradotto anche come "maestro" (Master) [1], da qui la mia interpretazione "ibrida" di "capomastro".
Sacerdote (?) Heka della dea Mehyt. Questo titolo si ritrova solo nell'antico regno; non sappiamo molto di questa dea che forse rappresentava il vento del Nord [3]; forse originaria della Nubia, il suo nome significa "La Completa", "Colei che è stata riempita", "Colei che è completa", in riferimento alla Luna, ed è assimilata ad Hathor e Sekhmet "la Catturatrice", rivelando la sua natura tremendamente feroce [6].
lo stesso glifo della leonessa non esiste nella classica lista Gardiner ed ho dovuto ridisegnarlo. Esistono articoli speculativi sulle funzioni dei questo "sacerdote" che vi invito a leggere; ad esempio Zingarelli e colleghi sostengono che questo titolo sia legato ad attività di culto, tuttavia, la dea leonessa Mehit è associata agli scribi e alle loro attività, pertanto il ruolo di Hesyra viene rafforzato nell'adempimento di questa funzione [2] (vedi il titolo mdḥ-sš-ny-sw.t "capomastro degli scribi del re").
Lo stesso titolo era portato da Upemnofret, nella cui stele appare in grafia completa.
Capomastro (?) di Mehyt. Questo termine si forma dall'unione del geroglifico T7 (ascia ricurva) ed un geroglifico insolito del quale possiamo fare solo supposizioni su pronuncia e significato; il complemento fonetico X1 ci guida sulla pronuncia di Mehyt, nuovamente la dea leonessa. Il geroglifico della leonessa sormontato da una linea con una piccola deflessione è probabilmente molto antico, è infatti presente su un sigillo del re Djer della I dinastia [5].
[5]
Ancora una volta, la frequente associazione col titolo mdḥ-sš-ny-sw.t ha fatto pensare che possa trattarsi di un titolo legato alla direzione di archivi reali, tanto che alcuni lo traducono "Sovrintendente degli scribi del re e custode della chiave della leonessa" od anche "Bibliotecario capo del re e guardiano degli archivi reali di Mehit" [5]; è importante ricordare, comunque, che, in assenza di prove concrete, queste sono solo ipotesi.
Il titolo sopravvive nella IV dinastia dove era comune in alcuni personaggi di spicco quali il visir Heminiu ed il principe Upemnofret, la cui stele, ancora una volta, riporta una bellissima versione colorata del termine [5]; si noti che nella stessa stele il titolo segue quello di mdḥ-sš-ny-sw.t e precede quello di "Sacerdote di Seshat" dea dei libri e delle biblioteche.
Anziano del palazzo Hotepet. Anche di questo titolo sappiamo poco, non sappiamo bene, in particolare, cosa fosse il "palazzo Hotepet" ("palazzo del riposo"?) che sembra essere associato ad un palazzo od una cappella nel contesto della festa Sed. Nel tempio di Niuserra è raffigurato come il secondo edificio in cui il re entra, dopo essere stato unto in una struttura sormontata dagli stendardi di Upuaut e del Bau di Hierakonpolis, ancora con indosso gli abiti festivi. Il termine si riferisce all'"edificio del riposo" in contrapposizione all'"edificio dell'apparenza" (qd-ḫʿw) [1].
Un titolo simile ("anziano di palazzo") verrà portato in epoca successiva da Rahotep.
Colui che è visto da Min. Il titolo è costruito da un compiuto non agenziale che, ricordiamolo, è un passivo, il termine "(dio) Min" non è preceduto dalla preposizione in (a costruire un complemento di agente) quindi la traduzione è incerta e può essere anche interpretato "colui che vede/contempla Min", "colui che contempla (il dio) Min", "colui che apprezza Min", od anche "veggente di Min" [1][2].
Rahotep porta un titolo analogo: "grande veggente della città di Iunu (Eliopoli)".
Padre di Min. Il titolo onorifico "padre del dio" sopravviverà fino al Nuovo Regno, spesso riservato a membri della famiglia reale; indica un sacerdote di alto rango nella casta sacerdotale. Il dio Min è una divinità associata alla fertilità, originario della città di Coptos, il suo culto è molto antico, probabilmente predinastico [1] o addirittura preistorico [3].
I due titoli legati al dio Min indicano che Hesyra era un elemento di spicco della casta sacerdotale di questo dio.
Grande di Pe.
Sacerdote di Horus l'arpionatore di Pe (Buto). La città di Pe, nel delta, è il luogo deve Iside avrebbe partorito il dio Horus; i due titoli attestano una qualche preminenza di Hesyra (sia dal punto di vista civile che religioso) in questa città; è, tuttavia, difficile stabilire se ai titoli onorifici corrispondessero privilegi amministrativi o possesso di terre [1][2]. L'epiteto di Horus l'"arpionatore" si riferisce, verosimilmente, all'atto finale della disputa fra Horus e Seth; in epoca successiva Horus sarà adorato a Mesen (la città dell'arpione), una sua rappresentazione in forma di leone compare nel tempio di Edfu.
Anche Rahotep era un "Grande della città di Pe".
Grande dei 10 dell'alto Egitto. Il titolo "Grande dei Dieci dell’Alto Egitto" è un titolo antico; nel periodo di Naqada II si riferiva a coloro che accompagnavano il re nei suoi rituali, venne in seguito associato alla sfera giudiziaria [1]. Dovrebbe essere principalmente inteso come l’appartenenza a un gruppo di dignitari di alto rango che assistevano il re nella gestione dei suoi possedimenti e dello stato [1]. Il titolo è attestato anche successivamente, nella VI dinastia, ad esempio, è noto che coloro che portavano questo titolo erano potenti amministratori provinciali incaricati del reclutamento per le campagne militari o corvée [2]. Il titolo è portato anche da Upemnofret, come sempre splendidamente scolpito e dipinto
Si noti il glifo composto dal temine šmʿ "alto Egitto" (in verde, il giunco fiorito) ed il numero 10 (in rosso, che si pone alla base del giunco).
Custode dei beni del re / Conosciuto dal re. Questo termine veniva translitterato rḫ-ny-sw.t, interpretabile come "Conosciuto dal re" [4][8], a significare un legame di conoscenza diretta col sovrano; più recentemente è stato translitterato come (i)r(y)-ḫ-t-ny-sw.t, traducibile come "Custode dei beni del re" o "Funzionario della Proprietà Reale" [1][2][4]. Quest'ultimo titolo era probabilmente ancora una designazione funzionale alla fine del periodo Thinita, prima di evolversi nell'Antico Regno in un classico titolo di rango, infine inteso come "Conosciuto dal re". La "proprietà reale" in questione potrebbe includere le insegne del re e altri beni di valore. Se questo titolo fosse puramente rituale o avesse una funzione economica è difficile da determinare; tuttavia, il fatto che fosse detenuto anche da nomarchi e dignitari di El Kab, che erano collegati allo sfruttamento del Deserto Orientale e delle sue risorse minerarie, è un indizio che potesse avere un aspetto economico non indifferente [1]. Diventa piuttosto comune nelle dinastie successive.
Grande delle borse. Da interpretare come "Capo dei trasportatori di metalli preziosi" [1]; il titolo, che W. Helck traduce come "Capo dei portatori di sacchi" («Grosse der Beutel-träger»), si riferisce, a suo avviso, a coloro che trasportavano oro in sacchi. Il termine ʿrfw indica infatti contenitori in cuoio o in tessuto utilizzati per conservare e trasportare vari minerali, in particolare l'oro [1]. È probabilmente connesso col titolo che segue.
Capo dei portatori / Capo dei messaggeri. Interpretazione non univoca come "Capo dei portatori" (inw) [2] o Capo dei messaggeri" (sinw) [1], questo titolo è portato solo da Hesyra nelle mastaba di Saqqara della III dinastia [1][2].
Anche se non è altrimenti attestato in questa combinazione lessicale, compare altrove nella forma wr-(s)inw, verosimilmente con il medesimo significato di "Capo dei messaggeri". Una famiglia di titoli con la composizione "ḥ3t + [persone o istituzione]" è, comunque, attestata nell'Antico Regno [1].
Nell'interpretazione ḥ3t-inw, potrebbe riguardare la responsabilità di Hesyra in relazione all' inw, una sorta di tributo derivante dalle offerte destinate ai templi funerari reali durante l'Antico Regno. Tale tributo veniva distribuito dal sovrano ai membri della sua famiglia, ai funzionari e all'élite e potrebbe essere associato al titolo precedente legato al trasporto del tributo stesso [2].
Si noti che i glifi W54 e D54 sono rappresentati sui pannelli come separati e non con l'usuale W25 (evidentemente una scrittura arcaica poi evoluta in un unico simbolo).
La trattazione dei titoli è conclusa; è stata lunga e noiosa ma le precisazioni fatte sono d'obbligo in un contesto antico del quale abbiamo poche notizie e non c'è sempre accordo fra i vari autori.
Passiamo alle formule di offerta.
Contenitore di acqua fresca e strumenti per lavarsi le mani. Questi due termini sono piuttosto comuni nelle stele della successiva IV dinastia [4], a volte compaiono da soli, a volte appaiati; come nelle stele di Nefertiabet, Nefer, Khufunakht e Mererites [4].
Il simbolo che segue merita un discorso a parte, non sono riuscito a ritrovarlo in altri reperti ed ha una grafia peculiare.
L'identificazione è difficile, nel primo caso un simbolo V113, nel secondo una combinazione fra V30 e W11, sembra una coppa sorretta dall'apposito supporto. Nessun risultato sull'identificazione ma nel secondo caso potrebbe (e dico POTREBBE) essere un'abbreviazione di
Tutto il resto. Potrebbe essere una formula del tipo "tutto ciò che non è scritto qui", analoga alla successiva "ogni cosa buona e pura" del Medio Regno; si tratta però solo di una mia ipotesi personale, dunque non dateci troppo peso.
La stele di Khufunakht ne presenta due [4] potrebbe dunque non essere un geroglifico ma un disegno da inserire nell'immagine della tavola di offerta:
Potrebbe allora trattarsi di un contenitore, ho trovato per esempio:
Contenitore per il latte [9]. Il simbolo potrebbe essere la fusione dell'iniziale col determinativo.
Incenso. Questo è abbastanza facile da interpretare, il glifo di ntr è (come sempre) in anteposizione onorifica (in quanto significa "dio" sn-ntr letteralmente è il "profumo del dio"). Si noti il determinativo dei granelli delle "sostanze".
Vino. Nessun dubbio sulla traduzione di questo termine.
Un giovane orice. Il termine rn se riferito a bestiame indica un esemplare giovane [8] (vitello od equivalenti), l'orice è espresso con l'ideogramma della testa.
Carne su tavola? Questo forse non è un vero "geroglifico" nel pieno senso del termine ma un disegno da inserire nella tavola di offerta sottostante. È presente in altre stele della IV dinastia [4] (Ini, Hekeneket).
Il pannello A è concluso, i due successivi presentano più che altro ripetizioni dei termini già presenti nel primo, non ripeterò i termini già affrontati, mi limiterò a indicare i termini non presenti negli altri ed eventuali differenze.
Pannello B
Il secondo pannello ripete i titoli del primo e non merita un'analisi dedicata.
Si vedono (da destra a sinistra, dall'alto in basso), i titoli di:
Anziano del palazzo Hotep, Padre di Min,
Capomastro di Mehit, Custode dei beni del re,
Capomastro degli scribi de re, Grande dei 10 dell'alto Egitto
Infine, a sinistra il nome:
Hesyra.
Pannello C
Il terzo pannello ripete, in alto, (da destra a sinistra, dall'alto in basso) i titoli di:
Grande dei 10 dell'alto Egitto, Sacerdote Heka di Mehit,
Padre di Min, Veggente di Min,
Capomastro degli scribi de re, Capomastro di Mehit,
Infine, a sinistra il nome:
Hesyra.
In basso ci sono le offerte: anche queste un po' si ripetono ma qui compare la quantità "1000 di"; la translitterazione corretta sarebbe 1000 ny [nome dell'oggetto in offerta].
1000 di (vasetti di) Incenso. Il termine è scritto con grafia leggermente diversa dal pannello A. è presente la quantità: "mille di",
1000 brocche di acqua fresca per libagione.
1000 pagnotte.
1000 (brocche di) birra.
1000 (giare di) vino. Il termine "vino" è scritto in modo difettivo (manca la r) ma presenta due determinativi: la vite (che forse si riferisce alla sostanza, il vino) e le giare (che forse si riferisce alla quantità 1000).
Con questa grafia il termine rn "giovane capo di bestiame" si riferisce ai due termini che seguono. Una grafia estesa potrebbe essere:
1000 giovani orici e 1000 giovani buoi.
Il resto è quasi illeggibile, possiamo solo ipotizzare uno šs "alabastro", il resto è andato purtroppo perduto, probabilmente era presente una tavola di offerta come nel pannello A.
Bibliografia
- Chloé Ragazzoli - Hassan Selim, A Visit to Hesy-ra’s Mastaba (c. 2700 BCE): Self-Presentation, Funerary Space and Royal Festival at the Dawn of the Old Kingdom. BIFAO 126 (2026), p. 379-442.
- Andrea Paula Zingarelli - María Belén Castro - Yesica Leguizamón - Pablo Rosell - Leila Salem, The first known Egyptian physician/ dentist: Artefacts in the Museum of La Plata (Argentina), Vesalius Journal of the International Society for the History of Medicine, Vol.XXIII, No.1, June 2017, CD Supplement.
- Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto, vol.I, Ananke, Torino, 2011.
- Peter de Manuelian, Slab Stelae of the Giza Necropolis, Publications of the Pennsylvania–Yale Expedition to Egypt, New Haven and Philadelphia, 2003.
- Manu Seyfzadeh - Robert M. Schoch - Robert Bauval, A New Interpretation of a Rare Old Kingdom Dual Title: The King’s Chief Librarian and Guardian of the Royal Archives of Mehit, Archaeological Discovery, 2017, 5, 163-177.
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- Raymond O. Faulkner, A concise dictionary of Middle Egyptian, Griffith institute, Oxford, 2019.
- Mark Vygus Middle Egyptian Dictionary 2018 su https://www.egyptologyarchive.com/middle-egyptian-dictionary-2018-mark-vygus/
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